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L’antica tradizione della giada nella cultura cinese ha una storia affascinante e influenzata dai significati che questa pietra ha assunto nei secoli.

Giada: di cosa si tratta?

La varietà di colori ed i numerosi appellativi – spesso usati impropriamente – hanno creato confusione  attorno a questa bellissima pietra. Il termine Giada indica due tipi di materiali: la Nefrite che appartenente al gruppo degli anfiboli, e la Giadeite che appartiene al gruppo dei pirosseni. La Nefrite può presentare varie tonalità di colori: dal nero al verde scuro, dal marrone al giallo e al bianco. La Giadeite, invece, può essere verde, gialla, porpora, rosa, bianca, arancio, bluastra, marrone e grigia. La più ricercata è quella verde brillante, conosciuta come Giada Imperiale. Nefrite e Giadeite sono formate da cristalli molto compatti, tenaci ed elastici che possono resistere ad elevati valori di pressione. Esse si formano dal processo di metamorfosi delle rocce ignee, basiche e ultrabasiche, a basse temperature e basse pressioni.

Quale differenza c’è fra giada cinese e serpentino?

 

La serpentina non solo ha lo stesso aspetto della giada, ma appare anche negli stessi giacimenti della giadeite e della nefrite.

Un occhio esperto li distingue a prima vista ma, in generale, la serpentina è più morbida e lavorabile, meno densa e ha un rivestimento esterno “oleoso”.

Il valore simbolico della giada

Nella cultura cinese, la giada è simbolo di nobiltà e perfezione, costanza e immortalità. Secondo la tradizione, uno degli otto immortali, Ho Hsien Ku, avrebbe raggiunto l’immortalità grazie alla polvere di giada. Proprio per questo motivo, essa p considerata la più spirituale fra tutte le pietre. Non è una novità, infatti, che gli amuleti e le raffigurazioni di divinità siano tendenzialmente scolpite in questo splendido materiale, che diventa intermediario fra il cielo e la terra

Gli intellettuali della dinastia Song, amavano utilizzare la giada come decorazione delle proprie abitazioni anche con raffigurazioni non religiose (elementi naturali, animali, uomini e paesaggi) e ben presto diverrà il materiale dei ricchi per eccellenza.

La leggenda di Bian He

L’antica tradizione della giada nella cultura cinese ha avuto modo di svilupparsi anche grazie alla leggenda di Bian He. Nel 650 a.C egli osservò una fenice che si stava posando su di una montagna. Un proverbio cinese recita che la fenice si posa essenzialmente su pietre di giada e, dunque, si convinse che dietro alla montagna ci fosse un tesoro. Infatti, Bian He trovò dietro la montagna un grande esemplare di giada grezza e lo portò al re. Egli gli disse che quel pezzo non aveva alcun valore e gli amputò entrambi i piedi. Con il re successivo, Bian He portò un altro pezzo di giada al sovrano, il quale aprendola scoprì una giada purissima e donò a Bian He 16 città.

Come valutare un artefatto in giada?

In base a quali parametri valutiamo un oggetto quando acquistiamo giada cinese?

 

  • Qualità della pietra: come anticipato la giada imperiale è la più pregiata, ma ogni pezzo è unico nel suo genere!
  • Epoca dell’artefatto: come spesso accade, i pezzi più antichi sono fra i più apprezzati dai collezionisti. 
  • Nomea dello sculture: in alcuni casi, più rari rispetto quanto accade con le ceramiche cinesi, lo scultore dell’epoca si firmava sotto ai pezzi. 
  • Qualità della scultura: acquistiamo oggetti e sculture in giada cinese a seconda della capacità scultorea, la qualità del dettaglio e della rappresentazione.
  • Soggetto: molte sculture portano con sè un significato intrinseco dato dalla validità del soggetto, soprattutto quando si parla di draghi, fenici, divinità o animali. 
  • Condizioni: la giada è un materiale molto fragile che ricorda il vetro, dunque è importante che esse siano intatte e in ottime condizioni.

Possiedi una scultura in giada cinese e vorresti venderla?

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