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I giovani hanno ucciso l’antiquariato, e non solo! Sono anche responsabili della diffusione del Covid-19 e della maggior parte delle piaghe del nuovo millennio. Per non parlare del fatto che passano il loro tempo al cellulare, non leggono libri, producono e ascoltano musica violenta, parlano solo di diritti e libertà, creando non poca confusione nella mente della nonna ultraottantenne ai pranzi di Natale.

Quanto spesso sono le nuove generazioni ad essere prese di mira, come un autentico capro espiatorio di una società bigotta, corrotta e incapace di prendersi le proprie responsabilità, dimostrandosi niente più che ragazzini che lanciano il sasso e nascondono la mano. 

I giovani hanno ucciso l’antiquariato?

Succede anche nel settore dell’Antiquariato. Negli ultimi decenni, l’antiquariato ha oggettivamente subito un crollo dei prezzi che ha portato molti antiquari in crisi. Ma perchè è successo? Perché il mondo è cambiato, si è rinnovato, ha un nuovo gusto e nuovi budget, nuove richieste di adattabilità e nuovi mezzi per farlo. E trovare un capro espiatorio è sempre più facile che fare un vero processo di rinnovamento.

Quell’antica enorme specchiera in legno del 1700, finemente realizzata a mano, scolpita, dipinta e sapientemente rivestita, nonché restaurata per tre secoli, oggi vale meno dell’ultimo iPhone. Come è possibile? Perché un ipotetico ventenne non vuole spendere tutti i suoi risparmi in questo inquietante mobile che, peraltro, nella sua camera in affitto, non ci starebbe neanche smontato? “Eppure l’iPhone se lo comprano, eh!”.

Le vere ragioni della crisi

Il gusto è cambiato ma non è solo questo. Sono cambiate le disponibilità: le nuove abitazioni non sono più grandi ville con pavimenti in marmo e soffitti che sfiorano il cielo. Per non parlare della manutenzione che richiede un mobile antico. E di nuovo: gli affitti, gli stipendi, le tasse, il ciclo di studi, è naturalmente tutto modificato.

Il mobile antico porta con sé un messaggio con cui un qualsiasi mobile IKEA non può neanche immaginare di competere e infatti… non lo fa! Sono due cose diverse. Sarebbe come chiedersi perché un giovane preferisce una Fiat 500 del 2020 rispetto ad una Bianchina anni ‘60. E sfiderei anche un cinquantenne medio a comprare un’auto antica rispetto ad una nuova. Il concetto è lo stesso: la colpa non è solo dei giovani. Anche i non-più-giovani non comprano antiquariato.

Forse quelli della mala, forse la pubblicità.

E se ci chiediamo ancora chi abbia ucciso l’antiquariato, dobbiamo cercare l’assassino nel motore che ha spinto quel mobile fino ad oggi: il tempo, che cambia tutte le cose. 

La soluzione non sta nella polemica, né nella svendita. Il trucco è sempre reinventarsi. Ogni settore deve sapersi adattare e il fatto che l’antiquariato si occupi di antico, non significa che l’approccio debba essere tale. L’Interior Design ci insegna che anche i pezzi più antichi impreziosiscono il più contemporaneo degli ambienti. 

Al posto di criticare per il gusto di farlo, la soluzione migliore resta sempre dare un’alternativa: questo non cambierà mai.

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