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Yamazaki: il whisky giapponese da 800 mila dollari accende i riflettori sulla distilleria giapponese. Ma andiamo con ordine.

Il vero whisky è solo scozzese (oppure no)

Il whisky giapponese ricalca fortemente i processi dello Scotch Whisky (importati proprio dalla Scozia); tuttavia, fra le principali differenze, vi è il metodo di invecchiamento. Il punto di forza del processo di invecchiamento giapponese sta nel legno utilizzato, solitamente cedro giapponese o quercia Mizunara, in grado di crescere solo nei territori nipponici.

Di fatto, negli ultimi vent’anni, è il whisky giapponese il più amato. Che Whisky scozzesi del calibro di Macallan e Lagavulin ottengano ottimi risultati in asta, è quasi scontato. Ma, proprio come nel mondo del gin, è negli ultimi decenni che le distillerie Giapponesi iniziano ad attirare parecchia attenzione.

Yamazaki: il whisky giapponese da 800 mila dollari

Lo scorso anno, all’asta di Hong Kong organizzata da Bonhams Fine & Rare, una singola bottiglia da 700 ml Yamazaki è stata battuta al prezzo di 795.000 dollari. Ma andiamo con ordine. Quando nasce la distilleria Yamazaki?

Possiamo affermare senza troppo timore, che il vero “inventore” del whisky giapponese fu Masataka Taketsuru, inviato in Europa per scoprire i segreti delle distillerie scozzesi. Al suo ritorno fondò la prima distilleria di whisky giapponese, Yamazaki, nel 1924 nei dintorni di Kyoto. Negli anni successivi ampliò notevolmente il suo portafoglio prodotti, sperimentando con tempi ed aromi che resero grande il nome di Yamazaki.

Come gustare il Whisky Giapponese

I giapponesi preferiscono gustare il proprio whisky con acqua frizzante (highball) o con ghiaccio e acqua liscia (mizuwari). In occidente, invece, tendiamo a preferire un whisky liscio, al massimo con del ghiaccio a rinfrescare. 

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