whisky

Qual è il whisky più prezioso al mondo? Ogni bottiglia porta con sé un patrimonio culturale di cui spesso ci innamoriamo: durante l’acquisto di whisky è importante anche valutare le condizioni di ogni bottiglia e la sua rarità.

Come valutiamo i whisky?

Quando acquistiamo whisky è importante vedere sin da subito in quali condizioni è stato conservato. Gli alcolici in generale vanno conservati secondo particolari indicazioni, a seconda di epoca e tipologia. 

Ovviamente, il marchio del whisky che compriamo ha un ruolo fondamentale. Ricordiamo con nostalgia e fascino quando, qualche anno fa, siamo stati portati nella sua riserva di whisky in centro a Milano: una stanza del suo attico interamente riservata ad una collezione da record. Tutto era diviso per marchi: Johnnie Walker, Lagavulin, Macallan, Talisker, Caol Ila, Dalwhinnie, Jack Daniel’s, Old Hickori…

L’anno in cui il whisky è stato distillato e il periodo di invecchiamento. Inoltre, vi sono anche delle edizioni limitate che posso raggiungere cifre esporbitanti!

 

 

 

Qual è il whisky più prezioso al mondo?

Il “record” mondiale di preziosità per quanto riguarda i whisky è stato battuto da una bottiglia di Macallan del 1926, venduta in Sotheby’s per 2,2 milioni di sterline (2,5 milioni di euro circa!). 

 

Solo 40 bottiglie di The Macallan 1926 furono imbottigliate nel 1986 dopo essere state invecchiate in botti di sherry per 60 anni. Dodici delle bottiglie, inclusa quella “da record”, avevano etichette disegnate dal pittore italiano Valerio Adami.

Di whisky così non ce ne sono molti al mondo, quei pochi esemplari che rimangono sono ben conservati dai collezionisti più accaniti! Ma se hai dei whisky che vorresti vendere, contattaci per ricevere una valutazione gratuita!

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Yamazaki: il whisky giapponese da 800 mila dollari accende i riflettori sulla distilleria giapponese. Ma andiamo con ordine.

Il vero whisky è solo scozzese (oppure no)

Il whisky giapponese ricalca fortemente i processi dello Scotch Whisky (importati proprio dalla Scozia); tuttavia, fra le principali differenze, vi è il metodo di invecchiamento. Il punto di forza del processo di invecchiamento giapponese sta nel legno utilizzato, solitamente cedro giapponese o quercia Mizunara, in grado di crescere solo nei territori nipponici.

Di fatto, negli ultimi vent’anni, è il whisky giapponese il più amato. Che Whisky scozzesi del calibro di Macallan e Lagavulin ottengano ottimi risultati in asta, è quasi scontato. Ma, proprio come nel mondo del gin, è negli ultimi decenni che le distillerie Giapponesi iniziano ad attirare parecchia attenzione.

Yamazaki: il whisky giapponese da 800 mila dollari

Lo scorso anno, all’asta di Hong Kong organizzata da Bonhams Fine & Rare, una singola bottiglia da 700 ml Yamazaki è stata battuta al prezzo di 795.000 dollari. Ma andiamo con ordine. Quando nasce la distilleria Yamazaki?

Possiamo affermare senza troppo timore, che il vero “inventore” del whisky giapponese fu Masataka Taketsuru, inviato in Europa per scoprire i segreti delle distillerie scozzesi. Al suo ritorno fondò la prima distilleria di whisky giapponese, Yamazaki, nel 1924 nei dintorni di Kyoto. Negli anni successivi ampliò notevolmente il suo portafoglio prodotti, sperimentando con tempi ed aromi che resero grande il nome di Yamazaki.

Come gustare il Whisky Giapponese

I giapponesi preferiscono gustare il proprio whisky con acqua frizzante (highball) o con ghiaccio e acqua liscia (mizuwari). In occidente, invece, tendiamo a preferire un whisky liscio, al massimo con del ghiaccio a rinfrescare. 

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