antiquariato

Vendere ceramiche di Capodimonte: quanto valgono? Se sei qui probabilmente ne possiedi una, il che è già un ottimo inizio! In realtà, nel titolo c’è un errore molto comunque. Quelle di Capodimonte non sono ceramiche, bensì porcellane! 

Quanto può valere una statuetta di Capodimonte?

Il valore dei pezzi marchiati con la celebre N incoronata, varia a seconda di molti fattori. Il principale è l’epoca. Come anticipato i pezzi più ricercati sono quelli più antichi, soprattutto molto grandi e lavorati, poichè sono i più rari. L’arma a doppio taglio, è che in generale sono tutti pezzi molto fragili, dunque è difficile oggi trovarli intatti!

Il secondo fattore è quello della firma. Moltissimi artisti di fama internazionale hanno partecipato alla produzione di Capodimonte, fino ad arrivare ai più recenti, come le porcellane di Capodimonte con firma Armani o le statuette con firma Pannunzio, fra le più comuni oggi. 

Il terzo fattore è quello riguardante le condizioni. Purtroppo il bello di questi oggetti è che siano così fragili, ma è anche il loro limite nel mercato, poichè i restauri e i pezzi mancanti sono un grande limite alla crescita del valore!

Infine, ovviamente, il soggetto e la lavorazione. Sono due variabili che vanno di pari passo poichè tendenzialmente a soggetti più semplici si accostano grandi lavorazioni e viceversa.

Quanto può valere una statuetta di Capodimonte?

Se ti stai chiedendo come vendere vasi, lampadari, statuette o servizi di Capodimonte, sei nel posto giusto! In generale tutti gli antiquari sono clienti papabili, ma per la tipologia dipende sempre dalla fascia di clientela e dai collezionisti che ognuno ha.

Quanto può valere una statuetta di Capodimonte?

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Quali sono le differenze fra vintage, modernariato e design?

Se vuoi vendere i tuoi mobili del Novecento, è importante capire in che categoria si collocano, così da poter quantificare il valore dei tuoi oggetti! Compro antiquariato da generazioni e ho assistito al cambio di gusto negli anni. A partire dagli anni Novanta lo stile antico è stato piano piano sostituito da un gusto più minimalista, moderno e eccentrico. 

Ma quali sono le differenze fra vintage, modernariato e design?
 

Vendere mobili Vintage

Se vuoi vendere i tuoi mobili, oggetti o lampade vintage, devi innanzitutto sapere cosa si intende con il termine “vintage”.  Questa espressione deriva dal francese “vendege” (vendemmia), e fa riferimento alle migliori annate enologiche.

Nell’ambito dell’arredamento e della moda invece viene utilizzato per connotare tutti quegli oggetti d’epoca demodé realizzati con materiali di alta qualità. Compro vintage con pagamento immediato e sgombero gratuito, questo perchè spesso i mobili vintage sono anche molto ingombranti!

Vendere mobili di Modernariato

Se vuoi vendere i tuoi mobili, oggetti o lampade di modernariato, devi innanzitutto sapere cosa si intende con il termine “modernariato“.  Quando compriamo modernariato, ci riferiamo a quei mobili e di quegli oggetti artistici realizzati in tempi relativamente recente, nel corso del Novecento, e, più precisamente, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale scorso e gli anni Sessanta.

Il modernariato è molto elegante ed è un ponte fra l’antiquariato e il contemporaneo.

Vendere mobili di Design

Se vuoi vendere i tuoi mobili, oggetti o lampade di design, devi innanzitutto sapere cosa si intende con il termine “design“.  Quando compriamo design, ci riferiamo a quei mobili e di quegli oggetti artistici realizzati da un designer, o un marchio celebre. Nel valutare oggetti di design bisogna essere molto oggetti e non affidarsi a siti poco raccomandabili (es. Pamono, eBay, 1stdibs, Design Market…)

Se vuoi vendere i tuoi oggetti di design e avere una valutazione, contattaci!

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Qual è il whisky più prezioso al mondo? Ogni bottiglia porta con sé un patrimonio culturale di cui spesso ci innamoriamo: durante l’acquisto di whisky è importante anche valutare le condizioni di ogni bottiglia e la sua rarità.

Come valutiamo i whisky?

Quando acquistiamo whisky è importante vedere sin da subito in quali condizioni è stato conservato. Gli alcolici in generale vanno conservati secondo particolari indicazioni, a seconda di epoca e tipologia. 

Ovviamente, il marchio del whisky che compriamo ha un ruolo fondamentale. Ricordiamo con nostalgia e fascino quando, qualche anno fa, siamo stati portati nella sua riserva di whisky in centro a Milano: una stanza del suo attico interamente riservata ad una collezione da record. Tutto era diviso per marchi: Johnnie Walker, Lagavulin, Macallan, Talisker, Caol Ila, Dalwhinnie, Jack Daniel’s, Old Hickori…

L’anno in cui il whisky è stato distillato e il periodo di invecchiamento. Inoltre, vi sono anche delle edizioni limitate che posso raggiungere cifre esporbitanti!

 

 

 

Qual è il whisky più prezioso al mondo?

Il “record” mondiale di preziosità per quanto riguarda i whisky è stato battuto da una bottiglia di Macallan del 1926, venduta in Sotheby’s per 2,2 milioni di sterline (2,5 milioni di euro circa!). 

 

Solo 40 bottiglie di The Macallan 1926 furono imbottigliate nel 1986 dopo essere state invecchiate in botti di sherry per 60 anni. Dodici delle bottiglie, inclusa quella “da record”, avevano etichette disegnate dal pittore italiano Valerio Adami.

Di whisky così non ce ne sono molti al mondo, quei pochi esemplari che rimangono sono ben conservati dai collezionisti più accaniti! Ma se hai dei whisky che vorresti vendere, contattaci per ricevere una valutazione gratuita!

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Mobili antichi: hanno ancora mercato? Una domanda lecita con molte varianti, ma che sicuramente mette in luce il cambiamento innegabile del mercato degli ultimi trent’anni.

Mobili antichi: il gusto che cambia

Vendere mobili antichi oggi può risultare più difficile rispetto ad una ventina d’anni fa, quando il mercato reggeva ancora il gusto dell’epoca. Oggi viene più premiato il modernariato ed il design, non solo per una questione di gusto! Le case nn sono più fatte da grandi ambienti come quelle dei nostri nonni. I soffitti sono più bassi, gli spazi più angusti! Inoltre il mobile antico richiede una grande manutenzione, sia per eventuali tarlature, sia per tenere vivo il colore del legno. Ciò detto, il gusto è indubbiamente molto cambiato. A grandi vetrine e credenze, si preferiscono librerie minimal, sedie in plexiglas e tavoli in cristallo.

Chi acquista mobili antichi oggi?

Ad acquistare mobili antichi oggi, sono principalmente delle attività. Grandi agriturismi, alberghi, ristoranti o negozi. Ci sono casi eccezionali, ovviamente, in cui anche privati richiedono un arredamento di questo tipo, anche se tendenzialmente solo qualche pezzo. Fortunatamente, noi i rivolgiamo ad una fascia di collezionisti che hanno grandi attività e contatti anche all’estero: rivolgersi a chi ha un network ampio è fondamentale! 

Che genere di mobili antichi comprate?

Oggi siamo particolarmente interessati a mobili d’alta epoca, rispetto a quelli prodotti in stile, poichè il collezionismo premia molto l’autenticità del pezzo. Compriamo mobili pre-Ottocento, in generale, ma nello specifico ogni pezzo ha il suo stile, dunque siamo aperti ad ogni proposta. La nostra clientela è in continuo ampliamento, per questo il nostro interesse segue quello dei nostri collezionisti!

Vorresti sapere come vendere i tuoi mobili vecchi e antichi? Sei nel posto giusto!

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Come vendere un lascito ereditario? Se sei qui, sicuramente sarai in una situazione difficile, alle prese con la gestione di burocrazie infinite, il dolore della perdita e, in molti casi, a dover anche gestire altri eredi. Siamo spesso a contatto con chi ha appena perso un caro e sappiamo che gestire queta situazione può essere davvero stressante. Oggi ti spiegheremo come lavoriamo con intere eredità, in quanto tempo effettuiamo lo sgombero dell’abitazione e quale genere di mobili e oggetti antichi o di design ritiriamo.

Come avviene il ritiro di un’intera eredità?

In questi casi, solitamente il defunto lascia l’intera abitazione in percentuali. Il caso che più spesso ci capita è che chi eredita la casa, decide di venderla. L’ostacolo principale di una vendita di questo genere è che solitamente le agenzie immobiliari si occupano di vendere l’immobile, ma preferiscono farlo senza mobili al suo interno. Qui, entriamo in gioco noi. Svuotiamo e sgomberiamo intere abitazioni ereditate, lasciando il tutto pronto per i nuovi residenti. 

Come funziona lo sgombero di un’abitazione?

Sgomberiamo intere abitazioni anche in una sola giornata di lavoro grazie al nostro team di ragazzi rapidi e professionali. Gli sgomberi di intere eredità partono al mattino presto e vengono effettuati nel minor tempo possibile. Teniamo molto a preparare la casa e lasciarla pronta per essere venduta.

Quanto costa sgomberare una casa?

Il prezzo dello sgombero viene preventivato sempre prima di effettuarlo, non facciamo mai sorprese ai nostri clienti! Inoltre, il preventivo di sgombero si basa sul numero di carichi che verranno effettuati, e non sul tempo impiegato. I carichi dei furgoni sono effettuati con grande meticolosità e precisione, garantendo il massimo carico per viaggio, riducendo al minimo il prezzo. Il preventivo è comprensivo di spese di smaltimento, che verrà effettuato nella città dell’abitazione ove permesso dal comune.

Acquistate anche mobili e oggetti?

Per tutto ciò che acquistiamo, il ritiro è sempre a nostro carico e non verrà conteggiato né nel preventivo di sgombero né nella valutazione dei pezzi acquistati. Il prezzo di acquisto, verrà poi scalato dalla cifra di sgombero, così da cercare di venire in contro a chi già è alle prese con mille pensieri.

Come avviene il ritiro di un’intera eredità? Con Antichità Massara è semplice! Basta fare una chiamata. Usciremo gratuitamente per effettuare il preventivo! Ricordiamo ai nostri clienti che acquistiamo mobili antichi e mobili di modernariato e design, compriamo opere d’arte come ceramiche, sculture in bronzo e oggetti in vetri di Murano. E se ti stai chiedendo come vendere argenteria, gioielli, orologi, preziosi e monete in oro, sei nel posto giusto!

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Perchè si dice…? Quante volte utilizziamo modi di dire senza saperne il significato e che, apparentemente, di senso non ne hanno. La maggior parte delle espressioni, soprattutto italiane, fa riferimento ad usanze o aneddoti del passato. Ecco qui un breve elenco dei più particolari!

Perchè si dice… “Sono al verde”

L’origine di questo modo di dire risale alla Firenze del Cinquecento, quando venivano svolte aste pubbliche di vendita del sale (al tempo, decisamente costoso). Il battitore accendeva una candela dal fondo verde che, una volta esaurita (e rivelando il colore della base) segnava la fine dell’asta. Per questo il colore verde viene associato al non poter più pagare (cioè, appunto, essere a corto di denaro!). 

Altre versioni: 

  • Un tempo, le fodere interne dei portafogli erano verdi e rivelavano il proprio colore proprio quando il portafogli era vuoto.
  • Il tavolo da Poker è rivestito con un telo di un verde acceso; quando il giocatore si ritrova senza fiches, vede solo una distesa di verde!

Perchè si dice… “Fare fiasco”

All’origine ci sarebbe la pessima performance teatrale di Domenico Biancolelli,  un famoso comico Seicentesco che era solito esibirsi con particolari smorfie e facce divertenti nei confronti di alcuni oggetti. Una sera decise di portare sul palco un fiasco da vino. Invece di divertirsi, il pubblico si annoiò e cominciò a fischiarlo rumorosamente. 

Altre versioni: 

  • L’espressione farebbe riferimento al mestiere del soffiatore di vetro che si ritrovi a produrre accidentalmente un fiasco al posto di un’altra forma più difficile da ottenere. 

Perchè si dice… “Piantare in asso”

Questo modo di dire fa riferimento alle vicende di Teseo e il Minotauro. Teseo, aiutato dal celebre filo di Arianna a fuggire dalla morte nel labirinto del Minotauro, pare abbia successivamente abbandonato la fanciulla sull‘isola di Nasso. L’evoluzione linguistica ha voluto che si perdesse la N iniziale col passare dei secoli. 

Perchè si dice… “Fare la cresta”

Questa espressione viene utilizzata quando qualcuno cerca di guadagnare più di quanto si dovrebbe. Nell’antichità i contadini condivano alcune pietanze con l’“agresto“, ricavato dall’uva poco matura. Per preparare il condimento i contadini venivano mandati nelle vigne per cogliere solo l’uva ancora poco matura. In realtà spesso i contadini raccoglievano anche l’uva buona da tenere per sé. Questo gesto ha preso il nome di “fare l’agresto” che, col tempo si è trasformato in “fare la cresta”.

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I tatuaggi Yakuza: fra arte e criminalità

Yakuza: la mafia giapponese

Se in occidente la cultura del tatuaggio è ormai socialmente accettata, in Giappone non è affatto raro trovare cartelli di divieto di ingresso per chi li indossa. Questo, soprattutto nel caso di palestre, piscine e bagni termali. 

Perchè? Perchè i tatuaggi sono il “simbolo” dei membri della Yakuza, la potente mafia Giapponese. Essa è costituita da centinaia di gruppi e controlla la prostituzione, il gioco d’azzardo, traffico di stupefacenti e il racket.

A differenza di molte organizzazioni criminali, la Yakuza non agisce nell’ombra, non si nasconde in bunker nel nulla e non scappa: essa, infatti, è coinvolta attivamente nel governo giapponese e la sua crudeltà viene spesso vista come protezione. 

Irezumi e Yakuza

I tatuaggi, o Irezumi, vengono realizzato secondo la tecnica Tebori, una pratica dolorosa, lunga e molto costosa. I tatuatori Tebori sono pochi ed estremamente esperti: il tatuaggio viene interamente realizzato a mano, non con l’uso di macchinette (come in Occidente) ma con uno stelo di bambù al quale sono applicati piccoli aghi. I tempi di guarigione sono più lunghi, ma addosso si ha un vero e proprio pezzo d’arte.

A questo proposito, nel museo del dipartimento di patologia medica dell’Università di Tōkyō esiste una collezione di ben 105 pelli di membri della Yakuza, alcune delle quali addirittura complete. Pare che ci sia anche un vero e proprio mercato nero delle pelli degli Yakuza più valorosi e celebri. 

Contattaci quando e come vuoi!

Per informazioni e appuntamenti

Se possibile, inizia ad inviarci una fotografia via Whatsapp, o tramite e-mail, così da ricevere una risposta immediata. In questo modo, potremo fornire una prima valutazione gratuitamente: se sarai interessato alla nostra proposta, organizzeremo un appuntamento in base alle tue esigenze!
Altrimenti, contattaci telefonicamente o via e-mail: siamo sempre disponibili. 
Contattaci!
Antichità Massara offre un servizio professionale e cordiale: sappiamo che spesso veniamo contattati in momenti di difficoltà, e che non è sempre facile fidarsi di chi non si conosce. Per questo, offriamo il nostro supporto con la massima trasparenza e professionalità e svolgiamo il nostro lavoro con rapidità.
L'esperienza di decenni ci permette di affrontare i cambiamenti del mercato con serenità e la passione per questa professione ci permette di creare contatti con colleghi e collezionisti che potrebbero essere interessati ai tuoi oggetti.
Purtroppo, il mondo dell'antiquariato sta subendo una variazione del mercato non indifferente, ma questo non impedisce di valutare i tuoi oggetti antichi con oggettività. 

Offriamo massima riservatezza e privacy, oltre ad un servizio di sgombero di ville e appartamenti a carico nostro.

 

Operiamo in tutto il Nord Italia.

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Il valore degli artisti fra moda e mecenatismo è un concetto tanto astratto quanto visibile. Con alcuni esempi, vedremo insieme da cosa dipende il valore di un artista e come esso sia labile.

I tagli di Lucio Fontana

La collezione “Attese” dell’artista Lucio Fontana è il caso studio che fa per noi. Alcuni lo definiscono un genio, l’artista per eccellenza, in grado di trasferire sulla tela un concetto tanto forte quanto visivamente semplice, per altri, un semplice taglio su una tela che “potevo farlo pure io…”. Vero. Eppure, c’è qualcosa in più in quel taglio, e non è la semplice iniziativa di farlo. 

“Io cercavo col colore di rompere la materia, perché quel che a me dava fastidio era la schiavitù della materia”. 

Quanto conta la moda?

Nell’arte, nell’architettura, nel fashion, nel design in genere, la moda è letteralmente tutto. Moda non significa inseguire il gusto della massa, significa seguire la tendenza del tempo cui apparteniamo. Ci fu un momento in cui era una moda il ritratto di famiglia sopra al camino, un momento in cui sono stati i paesaggi urbani tutti attuali ad essere i favoriti, momenti per l’astratto e momenti per le nature morte. La moda non è altro che la descrizione del momento in cui la società si sta evolvendo (spesso, tornando indietro). 

 

Leggi anche: La tragica storia della modella Elizabeth Siddal.

Mecenatismo, collezionisti e case d’asta

In un’ottica più economica, sicuramente il valore monetario di un artista dipende dalla richiesta. La richiesta dipende a sua volta dai collezionisti e da chi si adopera per diffondere la cultura artistica e contribuisce a tal proposito con somme di denaro finalizzate alla promozione. Mecenati e collezionisti spesso influiscono sul valore che ha un artista, battendolo in case d’asta a prezzi maggiorati ed, in generale, attuando dei veri e propri meccanismi di comunicazione. 

Non stupiamoci, però. Questo avviene letteralmente da sempre! Tant’è vero che la parola “mecenate” deriva proprio da Gaio Cilnio Mecenate, politico romano che si mosse per la promozione dei poeti del suo tempo. 

 

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Tsantsa: il macabro rito delle teste umane continua ad affascinare (ed intimidire). Ma andiamo per punti. Cosa sono le tsantsa? Le tsantsa, anche dette teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, utilizzate a scopo rituale, commerciale oppure esibite come trofei. Vedremo più avanti, nel dettaglio, il procedimento.

Dove tutto ha inizio

Ci troviamo principalmente nel bacino del Rio delle Amazzoni, nella Melanesia e ovunque si cerchi di replicare questa macabra pratica. In Amazzonia i soli popoli noti per preparare le tsantsa sono gli Shuar dell’Ecuador e del Perù.

Chi sono gli Shuar?

Con questo termine ci si riferisce ad una tribù indigena ubicata nella parte meridionale della foresta Amazzonica, nella zona dell’Ecuador e di una parte del Perù. Una tribù molto più che autosufficiente e che non solo è sopravvissuta ai tentativi di dominio dell’impero Inca, ma anche all’arrivo dei conquistadores. Attualmente si trovano a combattere contro l’espansione delle multinazionali.

La preparazione delle Tsantsa

Il rituale era eseguito da un guerriero che aveva dato prova di coraggio: la scelta del “boia” era molto importante poichè tagliare la testa del nemico era simbolicamente la fine della guerra!
Dopo la morte del malcapitato nemico, il guerriero separava il cranio dalla pelle, rimuoveva occhi e cervello. Per poi, dopo un’accurata pulizia, ricucire il tutto, con all’interno una roccia. 
A questo punto, la testa veniva bollita con erbe aromatiche. Attenzione, non parliamo di una ricetta, ma di un serio e profondo rituale spirituale che avveniva in un luogo segreto all’interno della foresta. 
Dopo alcune settimane, la roccia veniva sostituita con una ancora più piccola. Infine, la testa veniva tinta con il carbone. 
 
Gli tsantsa suscitarono un grandissimo interesse negli antropologi e nei collezionisti, arrivando a creare un vero e proprio mercato nero di teste rimpicciolite. La richiesta degli occidentali fu tale che gli Shuar erano disposti ad uccidersi a vicenda pur di soddisfare la domanda. Inizialmente gli Shuar domandavano, in cambio di una tsantsa, armi da fuoco (un’arma per una testa). Con il trascorrere del tempo gli indigeni smisero di chiedere oggetti in cambio delle teste rimpicciolite a favore del denaro.
 
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Vita da collezionista: come iniziare? Innanzitutto, da un punto di vista psicologico, collezionare significa conservare oggetti che per noi hanno un valore, un significato e che portano a dare un piacere estetico e sensoriale, capace di rappresentare un ottimo ansiolitico, così come un bambolotto è tra le braccia di un bambino. Collezionare è mettere in ordine.

Il punto di partenza: compra quello che ti piace

Di base, si può collezionare letteralmente qualsiasi cosa. Il nostro lavoro ci permette di conoscere i collezionisti più tradizionali (monete, francobolli, militaria, arte…) e, spesso, capita anche di scoprire nuove forme di collezionismo. C’è chi colleziona oggetti di un ampio campo, ma con caratteristiche specifiche. Per esempio, collezionisti di militaria che si dedicano esclusivamente a divise balilla, o collezionisti di vintage che acquistano solo oggettistica Coca Cola, e così via. 

Di base, deve sempre esserci una passione alla base, il motore che muove l’interesse! Molti collezionano farfalle per il loro ruolo di memento mori, altri preferiscono dedicarsi alle monete fantasticando sui viaggi che possano aver fatto, i grandi appassionati di sport si dedicano ai cimeli più vari, e così via. 

💡Leggi anche: I giovani hanno ucciso l’antiquariato (e altre falsità)

L’obiettivo: ordine o guadagno?

La scelta degli oggetti da collezionare dipende anche da quale sia il tuo obiettivo. Il collezionismo, soprattutto quando “adulto”, è spesso finalizzato alla compravendita. I “veri” collezionisti tendono a condannare questa pratica, sostenendo che la collezione sia una passione fine a se stessa, ogni pezzo diventa un tassello fondamentale, quasi parte di un legame affettivo. 

Collezionare trottole in legno porta generalmente meno guadagno rispetto ad una collezione di ceramiche cinesi, ma non è detto. Il mondo dei giocattoli, infatti, stupisce spesso con prezzi incredibili!

La cultura dell’oggetto

La passione non basta. Fondamentale, in questo “lavoro” (perchè, di fatto, può esserlo), è la cultura. 

Per collezionare, per esempio, arte, è necessario guardante tanta, ma proprio tanta! Fiere, aste, mostre ed esposizioni. Più sono le fondi da cui attingere, meglio è. In questo modo potrai capire cosa ti piace, specializzarti, comprenderne le sfaccettature ed i dettagli, nonchè riconoscerne l’autenticità e la qualità. 

Sbagliare è lecito

Soprattutto agli inizi, è facile fare gli acquisti “sbagliati”. Un colpo di testa, pagato troppo, o un vero e proprio scivolone. Soprattutto quando questo diventa un lavoro, è fondamentale studiare, guardare, osservare, scoprire che c’è sempre qualcosa in più! 

Per questo, il consiglio più importante di tutti è il primo: colleziona quello che ti piace, a prescindere dalla richiesta di mercato. E male che vada, lo tieni in salotto!

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