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Quali sono le differenze fra vintage, modernariato e design?

Se vuoi vendere i tuoi mobili del Novecento, è importante capire in che categoria si collocano, così da poter quantificare il valore dei tuoi oggetti! Compro antiquariato da generazioni e ho assistito al cambio di gusto negli anni. A partire dagli anni Novanta lo stile antico è stato piano piano sostituito da un gusto più minimalista, moderno e eccentrico. 

Ma quali sono le differenze fra vintage, modernariato e design?
 

Vendere mobili Vintage

Se vuoi vendere i tuoi mobili, oggetti o lampade vintage, devi innanzitutto sapere cosa si intende con il termine “vintage”.  Questa espressione deriva dal francese “vendege” (vendemmia), e fa riferimento alle migliori annate enologiche.

Nell’ambito dell’arredamento e della moda invece viene utilizzato per connotare tutti quegli oggetti d’epoca demodé realizzati con materiali di alta qualità. Compro vintage con pagamento immediato e sgombero gratuito, questo perchè spesso i mobili vintage sono anche molto ingombranti!

Vendere mobili di Modernariato

Se vuoi vendere i tuoi mobili, oggetti o lampade di modernariato, devi innanzitutto sapere cosa si intende con il termine “modernariato“.  Quando compriamo modernariato, ci riferiamo a quei mobili e di quegli oggetti artistici realizzati in tempi relativamente recente, nel corso del Novecento, e, più precisamente, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale scorso e gli anni Sessanta.

Il modernariato è molto elegante ed è un ponte fra l’antiquariato e il contemporaneo.

Vendere mobili di Design

Se vuoi vendere i tuoi mobili, oggetti o lampade di design, devi innanzitutto sapere cosa si intende con il termine “design“.  Quando compriamo design, ci riferiamo a quei mobili e di quegli oggetti artistici realizzati da un designer, o un marchio celebre. Nel valutare oggetti di design bisogna essere molto oggetti e non affidarsi a siti poco raccomandabili (es. Pamono, eBay, 1stdibs, Design Market…)

Se vuoi vendere i tuoi oggetti di design e avere una valutazione, contattaci!

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Mobili antichi: hanno ancora mercato? Una domanda lecita con molte varianti, ma che sicuramente mette in luce il cambiamento innegabile del mercato degli ultimi trent’anni.

Mobili antichi: il gusto che cambia

Vendere mobili antichi oggi può risultare più difficile rispetto ad una ventina d’anni fa, quando il mercato reggeva ancora il gusto dell’epoca. Oggi viene più premiato il modernariato ed il design, non solo per una questione di gusto! Le case nn sono più fatte da grandi ambienti come quelle dei nostri nonni. I soffitti sono più bassi, gli spazi più angusti! Inoltre il mobile antico richiede una grande manutenzione, sia per eventuali tarlature, sia per tenere vivo il colore del legno. Ciò detto, il gusto è indubbiamente molto cambiato. A grandi vetrine e credenze, si preferiscono librerie minimal, sedie in plexiglas e tavoli in cristallo.

Chi acquista mobili antichi oggi?

Ad acquistare mobili antichi oggi, sono principalmente delle attività. Grandi agriturismi, alberghi, ristoranti o negozi. Ci sono casi eccezionali, ovviamente, in cui anche privati richiedono un arredamento di questo tipo, anche se tendenzialmente solo qualche pezzo. Fortunatamente, noi i rivolgiamo ad una fascia di collezionisti che hanno grandi attività e contatti anche all’estero: rivolgersi a chi ha un network ampio è fondamentale! 

Che genere di mobili antichi comprate?

Oggi siamo particolarmente interessati a mobili d’alta epoca, rispetto a quelli prodotti in stile, poichè il collezionismo premia molto l’autenticità del pezzo. Compriamo mobili pre-Ottocento, in generale, ma nello specifico ogni pezzo ha il suo stile, dunque siamo aperti ad ogni proposta. La nostra clientela è in continuo ampliamento, per questo il nostro interesse segue quello dei nostri collezionisti!

Vorresti sapere come vendere i tuoi mobili vecchi e antichi? Sei nel posto giusto!

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Il valore degli artisti fra moda e mecenatismo è un concetto tanto astratto quanto visibile. Con alcuni esempi, vedremo insieme da cosa dipende il valore di un artista e come esso sia labile.

I tagli di Lucio Fontana

La collezione “Attese” dell’artista Lucio Fontana è il caso studio che fa per noi. Alcuni lo definiscono un genio, l’artista per eccellenza, in grado di trasferire sulla tela un concetto tanto forte quanto visivamente semplice, per altri, un semplice taglio su una tela che “potevo farlo pure io…”. Vero. Eppure, c’è qualcosa in più in quel taglio, e non è la semplice iniziativa di farlo. 

“Io cercavo col colore di rompere la materia, perché quel che a me dava fastidio era la schiavitù della materia”. 

Quanto conta la moda?

Nell’arte, nell’architettura, nel fashion, nel design in genere, la moda è letteralmente tutto. Moda non significa inseguire il gusto della massa, significa seguire la tendenza del tempo cui apparteniamo. Ci fu un momento in cui era una moda il ritratto di famiglia sopra al camino, un momento in cui sono stati i paesaggi urbani tutti attuali ad essere i favoriti, momenti per l’astratto e momenti per le nature morte. La moda non è altro che la descrizione del momento in cui la società si sta evolvendo (spesso, tornando indietro). 

 

Leggi anche: La tragica storia della modella Elizabeth Siddal.

Mecenatismo, collezionisti e case d’asta

In un’ottica più economica, sicuramente il valore monetario di un artista dipende dalla richiesta. La richiesta dipende a sua volta dai collezionisti e da chi si adopera per diffondere la cultura artistica e contribuisce a tal proposito con somme di denaro finalizzate alla promozione. Mecenati e collezionisti spesso influiscono sul valore che ha un artista, battendolo in case d’asta a prezzi maggiorati ed, in generale, attuando dei veri e propri meccanismi di comunicazione. 

Non stupiamoci, però. Questo avviene letteralmente da sempre! Tant’è vero che la parola “mecenate” deriva proprio da Gaio Cilnio Mecenate, politico romano che si mosse per la promozione dei poeti del suo tempo. 

 

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Juicy Salif di Philippe Starck: when life gives you lemons…make lemonade! Un vero oggetto iconico, caratterizzato da uno stile freddo, moderno ed estremamente riconoscibile. La storia di questo spremiagrumi, nato negli anni ’80, vi stupirà certamente. 

Nato… per caso!

Non è la prima volta che nel mondo del design un oggetto nasce “casualmente”. 

Capriaia, fine anni ’80. Philippe Starck è a pranzo e sta abbozzando alcuni schizzi dedicati alla produzione di un vassoio per Alessi. In quel momento, il cameriere porta la frittura di calamari che aveva ordinato ma… manca il limone! A questo punto l’immagine del Juicy Salif appare nella sua testa e inizia ad abbozzare alcuni schizzi sulla tovaglietta (imm. nel carosello). 

“Oggi Juicy Salif fa parte della collezione permanente del MoMA di New York ed è sicuramente lo Spremiagrumi di Alessi, quello con la S maiuscola, nonché uno degli oggetti più iconici disegnati da Philippe Starck. Qualcuno dice che non funziona bene, qualcuno lo celebra come esempio di forma al di sopra della funzionalità.”



Ho ricevuto una tovaglietta da Starck. Su di essa, fra alcuni segni incomprensibili e schizzi di salsa di pomodoro, si vedeva la forma inconfondibile di quello che sarebbe diventato lo spremiagrumi Juicy Salif.
Juicy Salif di Philippe Starck: when life gives you lemons...make lemonade!
Alberto Alessi
Designer e Businessman

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