Antiquariato

Quando un oggetto viene definito “antico”?

Quando un oggetto viene definito “antico”? E “Vintage”? Qual è la differenza fra antiquariato e modernariato? Cosa vale di più? In questo articolo rispondiamo a tutte queste domande e, forse, rimarrai sorpreso dall’utilizzo corretto di questi termini!

Antico e Antiquariato

Un oggetto o un mobile viene definto antico quando è stato prodotto più di 150 anni fa., quindi, in generale, si riferisce ai prodotti più vecchi rispetto alla prima metà dell’Ottocento. Quindi, un mobile, per esempio, del 1910, non è antico, bensì viene definito d’epoca.

Moderno e Modernariato

Si parla di modernariato quando un oggetto è stato prodotto nel corso del Novecento e, più precisamente, fra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Sessanta. 

Vintage

Un oggetto o un mobile viene definito vintage quando ha più di cinquant’anni. Gli oggetti più recenti, indicativamente di 25 anni, vengono definiti “New Vintage”.

Antico, moderno o vintage: cosa vale di più?

Definire quale valga di più è difficile poichè ci sono molte variabili. Sicuramente in questo periodo storico l’antico ha perso molto mercato ed è meno ricercato, il che ha contribuito ad una grande svalutazione dei pezzi rispetto al loro effettivo valore storico e materico. Indubbiamente, d’altro canto, il modernariato sta subendo un’impennata non indifferente, il che lo rende al momento fra i più richiesti. Questo, però, non è una regola, poichè ci sono pezzi che sono tanto comuni da non avere più valore, anche se prodotti negli anni Sessanta. 

Vintage e New Vintage stanno seguendo il Modernariato, anche se con più valore a livello di massa che a livello di collezionismo, anche perchè i pezzi sono stati prodotti in più elementi e dunque la richiesta è tendenzialmente meno invasiva.

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Come calcolare il valore di un mobile antico?

Possiedi uno o più elementi di arredamento dal design “antico” e vorresti venderli, ma non sai proprio quale valore attribuire ai tuoi pezzi. Se sei qui per questa ragione, sei nel sito giusto! Oggi parliamo di come calcolare il valore di un mobile antico.

Quando un mobile è considerato antico?

Per essere considerato propriamente antico, un mobile deve avere almeno 100 anni. Si tratta di una definizione molto elastica che mette in luce importanti differenze di terminologia.

  1. Antico: mobile o oggetto di almeno 100 anni (sono esclusi tutti i pezzi prodotti, per esempio, 80 anni fa con stile antico ma produzione recente).
  2. Vecchio: da fine XIX secolo a metà XX secolo, realizzati con tecniche artigianali precedenti ma comunque appartenenti a questo periodo.
  3. In stile: mobili costruiti di recente ma con tecnica, materiali o qualità estetiche di secoli fa.
  4. Copia: repliche di artefatti esistenti ma dal valore superiore (dovuto a materiali, finiture o lavorazioni antiche) a solo scopo decorativo e non di lucro.
  5. Falso: replica di artefatti antichi con lo scopo di lucro, solitamente venduti anche con certificati di autenticità nella seconda metà del XX secolo. Era usanza utilizzare parti di elementi realmente antichi e unirle ad elementi moderni cercando di camuffare le epoche (“falso parziale”).

Da cosa dipende il valore di un mobile?

  1. Epoca e Stile: il fattore principale è l’epoca. Si tratta in realtà anche del più difficile da valutare poichè sono stati e vengono realizzati una quantità incredibile di mobili “in stile”, ossia col gusto e l’estetica antica (spesso anche i materiali e le lavorazioni), ma realizzati di recente. Questi mobili hanno un valore notevolmente inferiore rispetto agli “originali” d’epoca. Di seguito un esempio di poltroncine Savonarola. A sinistra in stile (valore circa 60 euro), a destra risalente al XVII secolo (valore circa 1600 euro), battuta all’asta da Pandolfini. 

2. Rarità e qualità: come per tutti gli oggetti, anche i mobili possono essere particolarmente rari. Questo può dipendere da una tipologia particolare di lavorazione, l’inserto di materiali preziosi, la presenza di dipinti, forme particolari o semplicemente la richiesta rispetto al numero di elementi simili presenti attualmente sul mercato antiquario.

3. Marchi e firme: anche se più comune su elementi di modernariato, anche i mobili antichi hanno i loro produttori! Un esempio è Thonet. A sinistra una sedia a dondolo comune (ma comunque realizzata con i medesimi materiali)di valore 70 euro, a destra una originale 7004 da 900 euro.

4. Stato di conservazione: ovviamente le condizioni sono molto importanti. In realtà, si fa riferimento anche a interventi di restauro che potrebbero aver compromesso l’autenticità del mobile.

Come calcolare il valore di un mobile antico?

Ma quindi, come calcolare il valore di un mobile antico? Purtroppo è molto complesso, soprattutto in questa epoca di grandi cambiamenti a livello di mercato. Il valore dell’antico è crollato totalmente, e di seguito anche tutto ciò che è in stile. In generale, è fondamentale capire se si tratti di un mobile antico o in stile, ma forse ne parleremo in un altro articolo!

Possiedi mobili antichi e vorresti venderli? 

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Perchè nel Settecento si usavano le parrucche? Principalmente perchè le parrucche andavano di gran moda ed erano un simbolo di elevata classe sociale, soprattutto se incipriate a dovere. Le portavano i nobili, il re e le persone benestanti.

Perfino gli Egizi, in tempi ben più antichi, ne facevano uso. In Europa, l’origine di questa usanza, è piuttosto tragica: siamo intorno a fine ‘600, quando la Sifilide era un problema più che tangibile. William Clowes, medico del XVII secolo, scriveva di una “moltitudine infinita” di pazienti con la sifilide che a quel tempo intasavano gli ospedali di Londra. Gli antibiotici ancora non esistevano e i malati mostravano i segni della malattia: ferite aperte, eruzioni cutanee, cecità, demenza e la perdita di capelli a chiazze.

Quest’ultimo problema era considerato molto imbarazzante; una testa calva poteva danneggiare la reputazione di una persona!

Ma oltre alla moda e all’eccezione di malati di sifilide, la più importante ragione era legata ai pidocchi! La pediculosi infuriava anche nelle corti più ricche ed era molto più semplice coprire il problema con una parrucca che rimuoverli. Esse venivano periodicamente portate a sistemare e ripulire. 

 

Non immaginiamo neanche il prurito!

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La prima influencer: Margherita di Savoia. Giovane, bella, sveglia ed intelligente, Margherita di Savoia è stata la first lady italiana più amata di ogni tempo. 

Moglie di Re Umberto I, non possiamo certo dire che il loro matrimonio fosse perfetto: entrambi si regalavano il vizio di relazioni extraconiugali, creando nella coppia un rapporto perlopiù “fraterno”.

La più amata d’Italia

Prima dei suoi viaggi, Margherita si informava sulle abitudini delle donne del luogo, vestendosi con gli abiti di moda nella regione e permettendo a tutte le italiane di identificarsi in lei. Il viaggio di nozze aveva come meta Napoli: la regina, prese lezioni di mandolino per dimostrare di essere coinvolta nella vita Partenopea. 

D’altro canto, organizzava balli, cerimonie, cene, letture e concerti, dedicati alla classe aristocratica che vedeva in Margherita una vera e propria icona della moda. 

Il margheritismo 

La regina influenzò gli atteggiamenti e le tendenze di un’intera nazione: la sua popolarità divenne tale che il fenomeno è detto proprio “margheritismo“. Era un’amante di abiti, gioielli e accessori di ogni tipo: la prima rivista di moda italiana venne chiamata proprio “Margherita” in suo onore. 

Nel giugno 1889, per onorare la Regina d’Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito preparò la “Pizza Margherita“, una pizza condita con pomodori, mozzarella (Fior di latte) e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana.

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L’uovo di Pasqua da 14 milioni di euro esiste, e non è quello di Cracco X Swarovski!

Parliamo, ovviamente, delle uova Fabergè, opere di gioielleria di fattura russa, create fra il 1885 ed il 1917. Il breve periodo di creazione fa sì che ne siano stati prodotti pochissimi esemplari, avvolti da un’aura di mistero estremamente affascinante. 

Quanti esemplari esistono?

Nei 32 anni di attività, pare siano state prodotte tre uova all’anno, per un totale di 69 uova (di cui è certa la produzione). 

Di questi 69 esemplari, 12 sono stati distrutti o dispersi. L’alone di mistero intorno a questi 12 esemplari ha arricchito ulteriormente la preziosità dei gioielli, con leggende e supposizioni di dove possano effettivamente trovarsi, diventando anche soggetto di film e serie tv.

Come sono realizzate?

Le uova Fabergè sono un vero e proprio gioiello. Sono solitamente realizzate in oro e argento, decorate con pietre preziose e pregiati diamanti, nonchè rivestite e smaltate in stile rococò o Art Noveau. Le uova sono molto varie nelle caratteristiche tecniche e nell’aspetto: variano nelle dimensioni da quelle di un uovo di gallina a quelle di un uovo di struzzo.

Fabergè: l’uovo di Pasqua da 14 milioni di euro

I prezzi delle uova dipendono da molti fattori, dunque, ovviamente, non sono fissi e non è possibile acquistarli se non in asta (e la concorrenza è spietata). 

Considerate, che le uova più piccole, raggiungono cifre assurde che vanno dai 15mila euro (realizzati all’asta da un uovo di appena 2 cm) ai 14 milioni di euro, come nel caso dell’uovo Rothschild, venduto all’asta ad Alexander Ivanov, un collezionista d’arte e direttore del Museo nazionale russo. Attualmente è esposto al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.

Il commerciante di rottami più fortunato di sempre…

Il terzo uovo imperiale, realizzato per la Pasqua del 1887, scomparve dopo il 1922, quando fu depositato al Cremlino. L’uovo, in stile Luigi XVI, era decorato con zaffiri e diamanti e la sorpresa era un orologio in oro e diamanti di Vacheron-Constantin. L’uovo perduto riapparve però all’asta a New York nel 1964, vendendo per 2.450 dollari (l’equivalente di circa $ 20.000 oggi). 40 anni dopo, è rispuntato quell’uovo in occasione di una vendita di proprietà nel Midwest, ed è stato acquistato da un commerciante di rottami per 13.000 dollari. Nel 2014, il commerciante iniziò a cercare le origini dell’uovo , scoprendo che era proprio il tesoro imperiale perduto. L’uovo è stato poi venduto privatamente a un collezionista Fabergé per 30 milioni di dollari.

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L’incredibile fascino della bellezza senza tempo torna a colpire e lo fa in Stars and Stripes: secondo gli esperti del settore trending, il 2022 è l’anno dell’Antiquariato Americano. Si stima, infatti, che a partire da questa primavera, i mobili antichi in stile americano ruberanno la scena al furniture più moderno, che ormai da anni è indiscusso vincitore del mercato.

Come è successo? Sicuramente fra i principali colpevoli di questo trend c’è il celebre Met Gala, l’evento-trend-setter per eccellenza. “Legno scuro, dalle linee classiche ma non particolarmente lavorate, abbinati a tessuti e tappezzerie dal look countryPoltrone e divani tinta unita chiara o cupa vengono contrastati da pattern quartettati o rigati, nonchè da trame floreali o a tema vegetale.

Completano la scena lampade con paralumi a campana, che al solo sguardo portano la mente indietro nel tempo, e oggetti d’epoca come bauli e vecchie valigie, riferimenti al diffusissimo fenomeno della migrazione in America, e fotografie in bianco e nero raffiguranti persone qualunque, capaci di raccontare silenziosamente una storia passata, ma degna di essere raccontata ancora.

Curiosità

Pensando all’illuminazione, non possiamo che considerare la celebre lampada Churchill, o Ministeriale, a cui dedicheremo sicuramente un articolo in futuro. La storia di questa lampada è affascinante e iconica, proprio perchè viene associata a personaggi, epoche e luoghi lontani. Tra il 1909 e il 1939, furono prodotte 3 serie della Emeralite.

In quegli anni questo punto luce ottenne un grande successo, in particolare per due motivi. Il primo era il design del paralume in vetro: leggermente appiattito sul retro e sui lati. Il secondo era la possibilità di inclinare il paralume e direzionare la luce secondo l’esigenza degli utenti. Inizialmente trovò un largo impiego in biblioteche, tribunali, studi legali, banche e uffici commerciali degli Stati Uniti; per questo motivo la lampada si vede spesso nei film prodotti negli USA. Nel frattempo, ci sono molte repliche che riprendono il progetto.

 

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